

Quello che segue, non vuole essere verità assoluta, si tratta di semplici considerazioni personali, per spiegare il mio personale approccio alla fotografia.
Vorrei dedicare un grosso "Grazie" a Barbara e ad Antonio, senza il loro costante appoggio e la loro fattiva collaborazione questo sito probabilmente non avrebbe mai visto la luce.
Grazie!
Un Grazie anche agli amici conosciuti sul forum Nital, siete un costante stimolo per cercare di realizzare scatti sempre migliori, ed una costante fonte di insegnamento. Grazie!
Fino ad un paio di anni fa ero un convinto assertore della superiorità della fotografia "argentica". Adesso credo che la tecnologia ci metta a disposizione degli strumenti incredibilmente validi, e che i vantaggi offerti dal digitale non facciano rimpiangere, almeno alla maggior parte degli utilizzatori, la "vecchia" pellicola.
Sono però convinto che lo scatto, anche se digitale, debba essere pensato e ragionato come se la fotocamera non avesse il display sul dorso, e per questo lo scattare consapevolmente in analogico è e rimane un'ottima scuola.
Insomma, penso che la strada migliore per ottenere buoni risultati sia quella di pensare in analogico e scattare in digitale.
Il digitale mi ha permesso di imparare molto, tanti, tantissimi scatti che non avrei mai fatto in passato, adesso riempiono il mio hard disk. Più si scatta e più si impara.
Non ho ancora rinunciato alle mie macchine a pellicola e non escludo di riprenderle in mano in casi specifici, per il momento però il sacchetto con i rullini ha lasciato il posto a quello con i vari caricabatterie e batterie di scorta, in effetti, almeno in questo campo, per peso e volume la battaglia analogico-digitale finisce in pari!
Postproduzione e ritocco digitale
Una delle critiche classiche è che con il digitale chiunque sia in grado di produrre bellissimi scatti, tanto basta poi caricarle sul PC per trasformare qualsiasi cosa in un'opera d'arte.
Da parte mia penso che la postproduzione sia un passo fondamentale nella produzione di fotografie digitali, ma la foto veramente bella nasce al momento dello scatto, e non c'è programma di fotoritocco che sia in grado di trasformare una fotografia malfatta in uno splendore. Certo è possibile migliorarla, ma non trasformarla in quello che non è.
Indubbiamente il digitale ha semplificato di molto il lavoro del fotografo, in passato venivano utilizzate varie pellicole per ottenere quello per cui oggi bastano pochi click, si pensi alle sensibilità, o alle rese diverse di contrasto e colore. Il fotografo naturalista utilizzava pellicole diverse da chi produceva ritratti in studio, o da chi scattava in bianco e nero.
Oggi con la stessa fotocamera è possibile realizzare tutti questi scatti con molta più facilità.
Alla questione etica in cui ci si interroga fino a che punto sia lecito manipolare una foto, rispondo che ( a mio parere ), dipende il tutto dallo scopo che ci si prefigge, a cosa serve la nostra fotografia?
Con la premessa che chiunque scatti una foto, consapevole o meno, altera la realtà, per esempio con la scelta del diaframma e conseguente variazione della profondità di campo, o con la scelta dell'inquadratura: lasciando fuori dalla foto eventuali oggetti che disturbano, ritengo che, se il nostro scopo è quello di fermare l'attimo riprendendo un momento reale, ci debba essere una fedeltà con quello che i nostri occhi hanno visto.
In altri casi, per esempio la foto pubblicitaria, dove il prodotto finale mette in secondo piano la riproduzione fedele della realtà, credo sia ammesso tutto quello che la modifica digitale consente.
Penso che ognuno debba decidere autonomamente, eventualmente scatto per scatto, fino a che punto spingersi. A seconda degli ambiti dove si presenta l'immagine, le modifiche introdotte andrebbero poi dichiarate.
Non dimentichiamo che, anche se non ce ne rendiamo conto, ogni macchina digitale, nella scrittura del file .jpg apporta delle correzioni per "migliiorare" il risultato finale. Non credo ci sia nulla di male nel apportare queste correzioni in maniera consapevole e selettiva trasformando il nostro file RAW in un .jpg seduti al nostro PC.